Cancellazione Protesti - CRIF - Cattivi Pagatori
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Ogni giorno società di informazioni commerciali, di recupero crediti, Banche, Agenzie investigative effettuano ricerche sulle persone e sulle imprese violando il diritto alla riservatezza di ognuno di noi. Vediamo quali sono gli strumenti (rapporti informativi) con i quali ogni giorno vengono schedate migliaia di persone ed imprese. Conoscendoli potremo evitarli.
meglio conosciuto come la cessione del quinto dello Stipendio, è un tipo di prestito regolato dalla legge 180 del 1950, e viene restituito in comode rata (da 24 a 120 mesi) con una trattenuta diretta in busta paga, ed è indirizzato a tutti dipendenti Statali, Pubblici e di aziende private (Spa, Srl, Sas, Snc), che hanno l'obiettivo di accedere a un finanziamento sicuro, comodo e veloce senza l' aggravio di garanzie accessorie. Difatti, è prevista la delibera con firma singola, senza quindi alcun garante, e senza motivare la richiesta.
L' importo della rata può arrivare fino al quinto dello stipendio, ed ad essa non va ad aggiungersi alcuna spesa, pertanto non è dovuta alcuna commissione di istruttoria pratica e nessun obbligo di apertura di conto corrente bancario e/o postale.
La cessione viene erogata anche in caso in cui i soggetti richiedenti abbiano subito ritardi di pagamento per prestiti precedenti e addirittura protesti o pignoramenti.
PRESTITI A DIPENDENTI PROTESTATI E CATTIVI PAGATORI
PRESTITO AD EXTRACOMUNITARI
La cessione del quinto. Un finanziamento che non garantiva ai dipendenti Extracomunitari particolari vantaggi, almeno fino ad oggi... Spesso tuoi colleghi Italiani riuscivano a percepire importi più alti, nonostante la stessa anzianità di servizio e l' importo di stipendio mensile pressoché simile, in quanto l' assicurazione che copre il rischio imponeva delle particolari restrizioni. Da Gennaio 2007 se sei un dipendente assunto a tempo indeterminato ed hai 3 anni di servizio continuativo presso lo stesso datore di lavoro oppure hai 5 anni di regolare soggiorno in Italia, NOI ti consideriamo ITALIANO a tutti gli effetti, con i relativi vantaggi che comportano.
| Chi può accedere alla cessione del quinto?? |
Dipendenti STATALI PUBBLICI, ENTI, PRIVATI (Spa, Srl, Sas, Snc, Coop.) |
| In quanto tempo si ottiene? |
Dipende dalla amministrazione del richiedente |
| Massima rata? |
Quinto dello stipendio |
| Quale dilazione di rata? |
Da 24 a 120 mesi |
| Si può ottenere in presenza di altri prestiti? |
Sì |
| Si può ottenere in presenza di protesti/Crif ? |
Sì |
| Si può ottenere in caso di pignoramenti in corso? |
Sì |
| Quali documenti occorrono per iniziare? |
Doc. Riconoscimento, Codice Fiscale, Busta Paga. |
| E’ possibile avere un anticipo ? |
Sì |
PRESTITI A PENSIONATI
anche protestati o cattivi pagatori
Questo prodotto dà la possibilità di accedere ad un finanziamento con trattenuta diretta dal cedolino pensionistico a tassi vantaggiosi.
E' questo un Prestito che viene restituito in comode rata (da 24 a 120 mesi), ed è indirizzato a tutti i Pensionati, che hanno l' obiettivo di accedere a un finanziamento sicuro, comodo e veloce senza l' aggravio di garanzie accessorie.
IMPORTANTE: il finanziamento potrà protrarsi fino all' 80esimo anno di età del richiedente.
E' comunque prevista la delibera con firma singola, senza quindi alcun garante, senza motivare la richiesta, ed è prevista anche in caso di segnalazioni in Crif, protesti e pignoramenti.
L' importo della rata può arrivare fino al quinto della pensione (ed è prevista anche la coesistenza con un prestito esistente sino a tale limite), ed ad essa non va ad aggiungersi alcuna spesa, pertanto non è dovuta alcuna commissione di istruttoria pratica e nessun obbligo di apertura di un nuovo conto corrente bancario e/o postale (ma è necessario averne già uno esistente).
| Chi può accedere alla cessione del quinto?? |
Pensionati INPS, INPDAP, ENPAM, IPOST |
| In quanto tempo si ottiene? |
dai 10gg ai 25gg. una volta ricevuti i documenti richiesti |
| E' possibile avere un acconto? |
No |
| Massima rata? |
Quinto della pensione |
| Quale dilazione di rata? |
Da 24 a 120 mesi |
| Si può ottenere in presenza di altri prestiti? |
Sì |
| Si può ottenere in presenza di protesti/Crif ? |
Sì |
| Si può ottenere in caso di pignoramenti in corso? |
Sì |
| Quali documenti occorrono per iniziare? |
Doc. Riconoscimento, Codice Fiscale, Prospetto pensionistico, OBIS/M (se Inps), ultimo CUD, Coordinate C/c |
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Una boccata d’ossigeno per non diventare insolventi.
Questo l’obiettivo delle norme che riguardano gli aiuti per la prima casa, contenute nella Finanziaria 2008.
Chi attraversa un momento di difficoltà e può dimostrare di non essere in grado di pagare le rate del mutuo ha l’opportunità di chiedere la sospensione del pagamento delle stesse per non più di due volte e per un periodo complessivo di 18 mesi. Una facilitazione, certo, che ha però molti punti ancora da chiarire. In attesa del regolamento attuativo che definirà i maggior dettagli dell’operazione, si possono però avanzare delle ipotesi.
L’esempio
Nel caso, per esempio, di un mutuo ventennale di 100mila euro, acceso nel 2005 per l’acquisto della prima casa, ipotizzando la massima sospensione prevista, cioè 18 mesi, la somma delle rate del periodo di sospensione (a tassi d’interesse fermi)conterebbe circa 7mila euro di interessi e 4.900 di quota capitale. Il risparmiatore - articolo 2, comma 477 - ricomincerebbe poi a pagare il suo debito un anno e mezzo dopo. “secondo gli importi e con la periodicità originariamente previsti dal contratto, salvo diverso patto eventualmente intervenuto fra le parti per la rinegoziazione delle condizioni del contratto medesimo”. A quale prezzo?
La Finanziaria prevede un Fondo di solidarietà - 10milioni di euro per il 2008 e altrettanti per il 2009 - che si accollerà “i costi delle procedure bancarie e degli onorari notarili necessari per la sospensione delle rate del mutuo”. Secondo le previsioni di Federica Rossi Gasparrini, promotrice della norma, la copertura dovrebbe soddisfare la richiesta di circa 30mila cittadini. Insomma, in media, 330 euro per pratica. Gli unici costi di questa boccata d’ossigeno? Non proprio.
I costi
Sospendendo il pagamento delle rate per 18mesi, di fatto, si restituirebbe il debito alla banca dopo 21 anni e mezzo invece dei 20 stabiliti all’atto del mutuo- Da chi e come verrebbero pagati i 7mila euro di interessi non incassati dalla banca nel periodo di sospensione? Interpretando testualmente la norma, il Fondo coprirebbe solo i costi della procedura bancaria e degli onorari notarili, ma è difficile immaginare di caricare la somma sul risparmiatore: se la si spalmasse sul debito residuo, infatti, sarebbe impossibile la ripresa dei pagamenti delle rate secondo gli importi precedentemente stabiliti, come prevede il comma della Finanziaria. L’unica alternativa per l risparmiatore sarebbe aumentare il numero delle rate e quindi allungare il mutuo. In questo caso, però, il beneficio di sospendere per 18 mesi i propri obblighi sarebbe troppo oneroso per un cittadino già in difficoltà a pagare i propri debiti. E l’aiuto di 300 del fondo di solidarietà rappresenterebbe solo una goccia nel mare.
L’ipotesi
Ma se fosse proprio il Fondo a sopportare i maggiori costi degli interessi? In assenza del regolamento attuativo l’interpretazione non trova ancora riscontro, ma viene informalmente confermata dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Questa lettura chiarirebbe meglio quei costi bancari definiti dalla Finanziaria che, di fatto, non dovrebbero venire applicati dagli istituti. Soprattutto alla luce delle recenti liberalizzazioni che hanno portato alla cancellazione dei costi di chiusura dei conti e alla portabilità dei mutui senza oneri. In più, secondo le banche interpellate, per la sospensione del mutuo, non sarebbe previsto alcun atto notarile. Una matassa ancora da sbordare, insomma, per riuscire a definire i contorni e i destinatari di questo aiuto alle famiglie. Chi sranno infatti, i beneficiari di questa opportunità? Quali saranno i requisiti richiesti per accedere al fondo?
Domande che certamente si porranno le 30mila famiglie italiane che fanno sempre più fatica a pagare la propria rata del mutuo. L’unica certezza è che l’aiuto, pur rappresentando un paracadute per molti cittadini, potrebbe tradursi per altri in una coperta troppo corta. Dividendo i 10 milioni stanziati per il 2008, per i 7mila euro conteggiati nell’esempio. Le famiglie “protette” sarebbero circa 1.400,00. E per le altre 28mila in reale difficoltà? L’alternativa resta o l’insolvenza o la rinegoziazione.
UN FONDO AIUTERA’ CHI NON RIESCE A ONORARE LA RATA